Di Gianluca PIZZOLLA
Montalbano, 15 giu 2010 – Resta alta l'attenzione sulla qualità delle acque della diga del Pertusillo. Non solo da parte dei mass media ma adesso sono i cittadini a esternare a chi si occupa di informazione perplessità sulla qualità delle acque che arrivano nelle case e anche nei campi agricoli. Alla redazione de La Nuova è giunta una mail, intitolata “Chiare, fresche e dolci acque”, con tanto di foto allegate, da parte di un cittadino di Montalbano che mosso dalla curiosità suscitata dalle discusse condizioni di salute dell'acqua contenuta nell'invaso ha svolto un sopralluogo al Lago del Pertusillo. “ Sabato scorso ho avuto la (in) felice idea di transitare sul lago del Pertusillo con la curiosità di constatare quanto rispondessero al vero le notizie sul suo cattivo stato di salute”, ha scritto M. R. E, ancora: “Quello che ho visto non è facilmente descrivibile con le parole e le foto che allego non rendono minimamente giustizia dello stato delle cose. Il colore marrone delle acque in effetti è molto più scuro ed esageratamente torbido per tutta la superficie del Lago. Non ho mai bevuto acqua minerale in casa mia difendendo strenuamente quella del rubinetto... Dopo quello che ho visto oggi, molte mie convinzioni vanno a farsi benedire. Aggiungo solo che sulla strada che costeggia la diga e sullo sbarramento della stessa, si sprigiona un fetore di pesce marcio che è lo stesso che si respira all'uscita di Taranto vecchia, ma dieci volte più forte. Lì è la banchina di un porto sporcato dai residui di pesce pescato, quì è una diga immensa dove è vietato pescare”. Cosa sta succedendo? E' legittimo domandarselo, come è altrettanto ottenere delle risposte. E' opportuno ricordare che lo scorso 19 maggio un'agenzia stampa diffuse una nota in cui
si assicurava che “la macchia nera avvistata sulle acque della diga del Pertusillo non presenta tossicità”. Le analisi sono state disposta dalla Provincia di Potenza ed eseguite nei laboratori della Metapontum Agrobios, a Bernalda (Matera). Gli esami hanno evidenziato ''la presenza di carica batterica'', mentre l'analisi dei metalli (in particolare, boro, bario, arsenico e mercurio) ha rivelato che ''tali elementi sono sempre molto inferiori ai limiti di riferimento' previsti dalla legge”, concludeva la nota. L'ultima considerazione si lega a quanto raccontato dal nostro lettore – reporter che ha sollevato nuovamente la questione. L'industria dell'acqua imbottigliata vede i fatturati crescere in maniera esponenziale anno dopo anno. Più che contestare chi comunque produce reddito e posti di lavoro, verrebbe da domandarsi: quanto “contribuiscono” - nel senso di spingere involontariamente i consumatori a comprare acqua imbottigliata - gli acquedotti ai buoni profitti di coloro che vendono acqua in bottiglia?
BREVE SCHEDA TECNICA DIGA PERTUSILLO
La diga del Pertusillo, posta nel mediocorso del fiume Agri, è stata costruita tra il 1957 ed il 1962. La diga, con un’altezza di 95 m, invasa circa 155 milioni di mc di acqua per destinarli ad uso irriguo, idroelettrico e potabile. Per la sua capacità di invaso e per le caratteristiche del suo bacino imbrifero essa rappresenta uno dei punti di forza dello schema idrico Jonico-Sinni. (Fonte Autorità di Bacino Basilicata)
Il comunicato stampa del sindaco di Policoro, Nicola Lopatriello, sulla diga del Pertusillo
Policoro, 16 giugno 2010 - “A venti giorni dall’avvistamento di una macchia nera nella diga del Pertusillo ancora permangono i dubbi sulle sue cause, nonostante i rilievi e le dovute rassicurazioni da parte della Regione Basilicata e degli organi di controllo regionale come l’Arpab (agenzia regionale per l’ambiente di Basilicata)”. Così si pronuncia il sindaco di Policoro, Nicola Lopatriello, dopo le tante sollecitazioni pervenute da più parti negli ultimi giorni su una vicenda ambientale dai contorni ancora oscuri e dietro la quale si potrebbero nascondere, secondo indiscrezioni, qualcosa di più grave per la salute dei lucani poiché l’acqua è un bene primario sia per uso domestico che per l’irrigazione dei terreni agricoli. Infatti molti sostengono che nella diga possano essere stati buttati proprio prodotti per uso agricolo che avrebbe fatto crescere alghe, le quali si riproducono proprio perché alimentate da questi concimi e che rischiano di sversarsi a valle nello Jonio con grave nocumento per l’ambiente. Pertanto alla luce di queste considerazioni il primo cittadino di Policoro chiede ai colleghi interessati della Val d’Agri: “di pressare la Regione affinché approfondisca nel più breve tempo possibile le analisi per sgombrare il campo da facili allarmismi che in questi giorni si sono susseguiti da più parti e che noi vogliamo mettere a tacere, almeno ce lo auguriamo, avendo già inviato una missiva all’assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi, per vederci chiaro anche perché in quell’area della Basilicata il territorio è perforato dalle compagnie petrolifere per l’estrazione di idrocarburi e dunque la fauna e la flora naturalistica sono ad alto rischio. Se è il caso si potrebbero effettuare parallelamente anche controlli privati degli scarichi da parte di una società specializzata per confrontarla con quella dell’Arpab. Oltretutto nei mesi scorsi Acquedotto lucano è stato il testimonial di una campagna di promozione della nostra acqua sostenendone le potabilità e dunque la sua limpidezza, e oggi ci troviamo con una diga, da cui si attinge acqua fetida e che ha provocato la moria di molti pesci”.
L'INTERVENTO DEL COMITATO "NO SCORIE TRISAIA" SUL PROGETTO CHE VORREBBE LA REALIZZAZIONE DI UNA DISCARICA DI RIFIUTI SPECIALI NELLE VICINANZE DELLA DIGA DI SENISE
ROTONDELLA - Mentre le dighe e i bacini idrici finiscono sui giornali per i depuratori che non funzionano, le alghe ,arrivano pure i progetti delle discariche di rifiuti speciali(non pericolosi), come nel caso di Senise. Una discarica da 300.000 mc da realizzare in una località vicino alla Diga di Senise "Palombara"dove c’e già stato un sequestro della forestale nel 2009 per un caso d'inquinamento della diga da liquami provenienti da un’altra discarica di rsu chiusa a suo tempo. Un immenso patrimonio idrico che rischia di essere messo a repentaglio dalla programmazione della Provincia di Potenza che ha redatto il piano provinciale dei rifiuti e dalla miopia culturale dell’ amministrazione di Senise che si è pure attivata per cercare imprese disposte realizzare la discarica, contrattando eventuali benefici economici invece di valorizzare il proprio territorio che ha potenzialità enormi di sviluppo .Nella regione che produce meno rifiuti in Italia di rsu e in pieno parco del pollino da dove arriveranno i rifiuti speciali ( definiti non pericolosi) ? La diga di Senise alimenta due regioni, con la sua acqua s’innaffiano i campi del Metapontino e della Puglia e la stessa Bari beve la nostra acqua. Il patrimonio idrico è di tutta la collettività e nessuno può metterlo a repentaglio per qualsiasi motivo. Pertanto invitiamo i sindaci del comprensorio da Valsinni, Colobraro,Policoro, Nova Siri, Rotondella, Pisticci, Scanzano, Montalbano a far sentire la propria voce in merito a queste scellerate iniziative che portano i nostri territori a diventare enormi pattumiere e che mettono a repentaglio la risorsa idrica dal valore inestimabile e le enormi potenzialità che invece il territorio offre .
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